09|12|2023 Split-Stream
by Rosario Aninat, Simon Shim-Sutcliffe
Esposizione
09|12|2023 Split-Stream
by Rosario Aninat, Simon Shim-Sutcliffe
Esposizione
Sabato 9 dicembre presenteremo in esclusiva al pubblico ‘Split-stream’, il progetto artistico del cileno-canadese Rosario Aninat e Simon Shim-Sutcliffe, nostri ultimi residenti dell’anno e vincitori della Open Call 2023.
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Split-stream di Rosario Aninat e Simon Shim-Sutcliffe
Queste pianure piatte e fertili dell’industria e dell’agricoltura producono abbondanza, ma si affidano a una serie di infrastrutture per mantenersi, per connettersi. Le interruzioni e le scorciatoie si snodano attraverso le tempistiche e i ritmi naturali dettati dalla topografia: una chiusa nel corso delle cose, un acquedotto al posto giusto e al momento giusto. Occasioni d’artificio incastonate in un involucro di cemento umanista tra acqua e montagne; echeggianti dei canali scavati, delle terre paludose e delle gole montuose.
Scoprendo infrastrutture che si incrociano e si intersecano, il nostro approccio collaborativo isola e svela gli elementi che svolgono un ruolo scultoreo all’interno di questi sistemi condivisi.
Coerentemente intrecciamo tra loro queste funzioni a generare un ritmo spaziale che si inserisce nel dominio dell’architettura industriale, amplificando la dimensione di un’esperienza collettiva incisa nelle forme e nelle rovine delle nostre infrastrutture globali.
“Split-stream” intreccia i fili di questo paesaggio amplificando momenti connotati che, in alcuni casi, hanno inizio a pochi passi da Villa Filanda Antonini, nell’adiacente Via Due Acque. Convergenze e sovrapposizioni, dove il canale d’irrigazione incorpora i dettagli di un sepolcro del XX secolo e diventa il prototipo per una panchina.
Il ritmo della luce serale diventa un momento permanente nello spazio industriale. I cavi elettrici inutilizzati, come ne fossero le vene, sono spogliati del loro cablaggio, mentre i loro fili vengono intrecciati e riassemblati lungo il perimetro dello spazio.
In attesa di essere ossidate, queste composizioni in rame evidenziano il potere di trasformazione dell’architettura industriale, nonché tutti le potenziali azioni di un edificio in costante trasformazione, che mantiene presenti le sue vite passate e future.
Smembrando le specificità del luogo e la geografia del magazzino si aziona così una bussola sulla più ampia topografia del Veneto, una regione con un piede nelle montagne e uno nell’acqua.